CADUTA DEI CAPELLI

Alopecia androgenetica

È la più conosciuta delle alopecie ed interessa una percentuale molto alta di uomini. Anche le donne, comunque, seppur in misura notevolmente inferiore, ne vengono colpite. Nella donna l’alopecia androgenetica  ha una progressione più lenta e solo raramente si conclude con una perdita totale dei capelli.

Nell’uomo solitamente l’alopecia androgenetica inizia ad una età variabile che va dai 17 ai 23 anni, ma esiste una forma ad evoluzione più lenta che ha inizio intorno ai 27-35 anni. Nella donna invece difficilmente inizia prima dei 30-40 anni. Nella scala di Hamilton e nella scala di Ludwig vengono descritte rispettivamente le varie fasi di aggravamento e progressione dell’alopecia androgenetica nel tempo.

Le cause dell’alopecia androgenetica ancora oggi non sono state del tutto chiarite. Tuttavia, numerosi studi scientifici hanno confermato che affinché la calvizie si manifesti devono concorrere due cause essenziali e concomitanti: gli ormoni steroidi maschili (androgeni) e la predisposizione genetica. È proprio da questi due fattori che deriva, appunto, il termine “androgenetica”.

Nel maschio gli ormoni androgeni sono presenti in quantità maggiore rispetto alla donna e questo è il motivo perché la calvizie colpisce soprattutto le persone di sesso maschile. Nella donna, infatti, affinché la calvizie si manifesti devono concorrere più fattori predisponenti, come ad esempio un aumento degli ormoni androgeni e una maggiore predisposizione genetica. Ciò significa che una donna con alopecia androgenetica ha maggiori  possibilità rispetto ad un uomo di trasmettere la malattia ai propri figli.

alopecia-androgenetica-61.jpg

L’ormone responsabile dell’alopecia androgenetica è il testosterone -il più potente degli ormoni androgeni-, che attraverso il sangue raggiunge la cellula germinativa del capello e che, per poter agire deve essere trasformato in diidrotestosterone (DHT), cosa che avviene per azione di un enzima: la 5 alfa reduttasi.
Nell’uomo la calvizie non è provocata da un eccesso di ormoni androgeni, quanto piuttosto dalla predisposizione dei follicoli  a produrre una maggiore quantità di DHT. Viceversa, nella donna, un eccesso di ormoni androgeni può essere causa di calvizie.

 

alopecia-androgenetica-nuova-2.jpg

Nell’alopecia androgenetica il processo di diradamento non deriva comunque dalla quantità di capelli che cadono ma da un progressivo assottigliamento dei capelli conseguente ad un rimpicciolimento dei follicoli. Inoltre, poiché non tutti i follicoli delle zone colpite rispondono allo stesso modo agli ormoni androgeni, ne consegue che nelle aree interessate possano “convivere” capelli di diametro e lunghezza differente, ovvero capelli normali e capelli miniaturizzati. È proprio questa una caratteristica peculiare che aiuta a distinguere l’alopecia androgenetica da altre forme di alopecia.

Il processo di miniaturizzazione dei capelli tuttavia non è il solo responsabile del diradamento. Infatti, nell’alopecia androgenetica parte dei follicoli rimangono temporaneamente vuoti a causa di un ritardo nel  rientro in anagen (fase di crescita). Tale condizione può durare settimane o mesi interessando ciclicamente follicoli diversi, cosa che ovviamente aggrava la calvizie.

Tutte le terapie per combattere l’alopecia androgenetica devono essere effettuate prima che questa  raggiunga  lo stadio terminale, diversamente qualunque tentativo è destinato a fallire.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie