CADUTA DEI CAPELLI

Cause e tipologie

I peli sono soggetti ad un naturale processo di ricambio, cosa che rende assolutamente normale la caduta di un certo quantitativo di capelli, mediamente non più di 50/60 al giorno. Ovviamente la quantità giornaliera deve essere considerata in funzione dei traumi meccanici che i capelli subiscono, come ad esempio la spazzolatura, gli shampoo o eventuali altri trattamenti che ne facilitino il distacco. Conoscere questi numeri ci permette di capire quando il fenomeno della caduta vada oltre i limiti fisiologici. Inoltre è importante sapere che i capelli soggetti a caduta cadranno sempre, poco importa se prima o dopo. Quando il capello cade è perché il follicolo ne ha prodotto un altro che lentamente lo va a sostituire. Il capello che cade quindi è un capello che ha terminato il proprio ciclo vitale, cioè un capello “morto”. Vi sono periodi dell’anno come la primavera e l’autunno in cui vi è un’aumentata caduta, ma anche in questi casi, salvo situazioni particolari, si può parlare di caduta fisiologica dovuta alla stagionalità. La causa di tale fenomeno non è stata ancora del tutto chiarita, ma si pensa che ciò avvenga per lo stress che i capelli subiscono durante le stagioni precedenti, stress quindi provocato dal freddo in inverno e dal caldo in estate.

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Ogni follicolo pilifero ha un’attività autonoma, cioè non sincrona con gli altri, che gli permette di svolgere i suoi 3 cicli consecutivi di: crescita o anagen, transizione o catagen, riposo o telogen, per poi ricominciare d’accapo. Ciò che è veramente importante ai fini della caduta dei capelli, non è tanto la quantità dei capelli che cadono, quanto  piuttosto la capacità del follicolo di rientrare in anagen dopo ogni telogen per ricreare un nuovo capello. Se ciò non accade, anche una caduta inferiore a quella fisiologica a lungo andare può portare alla calvizie.

Per indicare una eccessiva caduta di capelli viene utilizzato il termine “telogen effluvium” (caduta dei capelli in riposo). È un disturbo molto diffuso le cui cause possibili sono numerose. Rientrano tra queste: stress emotivi, diete dimagranti, stati febbrili prolungati, anemia, parto, l’assunzione di particolari farmaci e malattie debilitanti in genere. Se si osserva la base di questi capelli si nota un piccolo rigonfiamento bianco che corrisponde, appunto, alla radice in riposo. Il telogen effluvium può  manifestarsi in forma acuta o cronica: nel primo caso la caduta è improvvisa e violenta, ha una durata breve, circa due o tre mesi, e si risolve quasi sempre con la ricrescita di tutti i capelli. Nel secondo caso, invece, si assiste ad una caduta di capelli generalmente più massiccia che si protrae per mesi o anni e che porta alla comparsa di un diradamento diffuso più o meno  marcato nelle regioni frontale, temporale e del vertice. Quando invece si vuole indicare l’assenza di capelli su una parte o su tutta l’area del cuoio capelluto viene utilizzato il termine “alopecia”. L’alopecia comprende sia l’ipotrichia che indica una carenza di peli o capelli, sia la calvizie che indica una perdita irreversibile di capelli. Esistono varie forme di alopecia ma sostanzialmente vengono classificate in due differenti gruppi: alopecie non cicatriziali (in cui vi è permanenza della struttura follicolare) e alopecie cicatriziali (in cui vi è perdita definitiva dei follicoli piliferi). Le forme più diffuse di alopecia rientrano nel primo gruppo e sono l’alopecia androgenetica più conosciuta come “calvizie comune” e l’alopecia areata.

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